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Recepita dal nostro Paese la Direttiva (UE) 2023/2668 che impone da subito un drastico taglio dei livelli di esposizione e l'impiego di nuove e più sofisticate tecnologie di misurazione nei prossimi 3 anni
Con il Decreto legislativo 31 dicembre 2025, n. 213, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 6 del 9 gennaio 2026 ed entrato in vigore il 24 gennaio 2026, l’Italia ha recepito la Direttiva (UE) 2023/2668, che modifica la direttiva 2009/148/CE in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti dall’esposizione all’amianto durante il lavoro.
Bruxelles ha da tempo dichiarato guerra aperta all'amianto: nonostante la messa al bando, la sostanza è ancora un problema per diversi settori, come l'edilizia, le ristrutturazioni e la lotta agli incendi. È di gran lunga la principale causa di cancro legato al lavoro: il 78% dei tumori professionali riconosciuti negli Stati membri dell'UE è legato all'esposizione all'amianto.
Come imposto dalla Direttiva, il provvedimento introduce una riduzione di dieci volte del valore limite di esposizione professionale, impone l’adozione di tecnologie analitiche avanzate e rafforza gli obblighi di indagine preventiva apportando modifiche radicali al Titolo IX, Capo III del D.Lgs. 81/08. I pilastri tecnici del decreto sono:
Ai sensi dell'art. 19 del Decreto, le nuove disposizioni sono entrate ufficialmente in vigore il 24 gennaio 2026. È previsto un regime transitorio specifico per la metodologia di analisi: fino al 20 dicembre 2029 le misurazioni potranno ancora essere effettuate con microscopia ottica (PCM/MOCF), ma riferite al nuovo limite di 0,01 fibre/cm³. Dal 21 dicembre 2029 diventa obbligatorio l'utilizzo della microscopia elettronica o di metodi ad alta risoluzione definiti da successivo decreto ministeriale.
Le integrazioni al Testo Unico Sicurezza obbligano i datori di lavoro a rivalutare gli aspetti legati alle attività sui manufatti contenenti amianto anche riguardo agli interventi di manutenzione e/o ristrutturazione su edifici/impianti che potranno essere svolte sono in presenza di idonea documentazione predisposta da operatore qualificato conformemente alle leggi e prassi nazionali. Abbiamo approfondito l'argomento in un recente webinar visionabile in streaming.
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